Perle naturali – Introduzione

4 settembre 2009

Perle

La formazione di una perla è una fase anormale del processo biologico di un mollusco. 4500 anni fa, le popolazioni asiatiche ed orientali credevano che le perle fossero il frutto di goccie di rugiada, cadute all’interno di un mollusco.

Insisto sul fatto che la formazione di una perla naturale è un fatto puramente casuale e, evidentemente naturale, corrispondente ad una reazione straordinaria del mollusco nel momento in cui lo penetra un corpo estraneo. Questo corpo può essere un parassita (trematodi o cestodi), un granello di sabbia o più semplicemente un minuscolo frammento del guscio.

Nel momento in cui il mollusco reagisce al corpo estraneo, reagisce fissando su quest’ultimo del carbonato di calcio e della conchiolina. In questo modo nasce la perla naturale e la sua crescita può prolungarsi fino alla morte del mollusco produttore.

Già nel 1852, Filippo De Filippi (vice direttore del Museo di Storia Naturale di Milano e successivamente di quello di Torino) scoprì che le perle prodotte da un mollusco d’acqua dolce provenivano dall’incrustamento di un parassita nel mantello. Più tardi, il giapponese Tokichi Nischitawa capì che per la formazione della perla erano necessari il corpo orspite ed il tessito epiteliale del mantello.

Il corpo straniero può fissarsi sulle pareti di madreperla del mollusco formando così una perla blister (la parte aderente al guscio è piatta) altrimenti nelle viscere del mantello dando vita a una perla più o meno rotonda. La copertura del corpo estraneo avviene tramite strati concentrici. Queste sono costituite da lamelle di carbonato di calcio (aragonite) e da pellicole di conchiolina dando alle perle un effetto particolare chiamato “oriente” o se vogliamo utilizzare un termine meno affascinante e più scientifico: “iridazione”.

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