Il metodo che permise a Mikimoto di produrre le prime perle di coltura (non accidentali), fu brevettato in giappone ed in altri paesi. Questo processo ingloba una serie di delicatissime operazioni chirurgiche che solamente un personale altamente qualificato può eseguire.
Tale procedimento consiste nell’asportare la totalità della conchiglia da un mollusco che ne rimarrà privato. Da questo, viene tolto lo strato di tessuto epiteliale secernente che lo ricopre. Una volta suddiviso l’epitelio in diverse piccole porzioni (se ne ottengono circa 4 per ogni mollusco sacrificato), in ognuna di esse viene collocata una piccola sfera di madreperla; questo castituirà il nucleo della futura perla.
Rimboccati i lembi epiteliali attorno al nucleo e chiusa l’apertura con una leggera legatura, questo diventa un vero e proprio sacco epiteliale. Questo sacco contenente la sfera di madreperla viene immediatamente trapiantato in un altro mollusco e cioè quello destinato alla produzione della perla.
Il trapianto si effettua divaricando delicatamente le valve della meleagrina ed operando una profonda incisione nel mantello sido ad arrivare al tessuto congiuntivo. Una volta tolta le legatura del sacco perlifero, le ferita viene subito lavata e cicatrizzata per mezzo di appositi reattivi.
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16 dicembre 2009
Perle